La formazione formale ha ancora rilevanza?

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La formazione formale ha ancora rilevanza sul posto di lavoro?

I professionisti della formazione affrontano oggi dinamiche di cambiamento sempre più pressanti, che stanno spostando progressivamente il focus dalla formazione tradizionale, o formale. Al centro di tutto ciò c’è una nuova comprensione del potere della formazione informale e social, che sta indubbiamente influenzando il ruolo attuale del settore di Formazione e Sviluppo.

Affinché la formazione aziendale offra un valore tangibile, è essenziale sviluppare soluzioni sempre più innovative ed efficaci. La trasformazione digitale è oggi la priorità assoluta per tutti i professionisti della formazione aziendale.

Di conseguenza, la domanda fondamentale è: la formazione formale ha ancora rilevanza?

In questo articolo esploriamo le priorità attuali dei professionisti di Formazione e Sviluppo, nonché l’impatto sulle strategie di formazione formale.

Lo stato attuale del settore

Nel sondaggio HR/L&D Trend Survey del 2019, The Ken Blanchard Companies ha individuato oltre 100 iniziative su cui si concentrano i professionisti in ambito di leadership, formazione e sviluppo dei talenti.

Gli intervistati hanno identificato sei modalità formative che prevedono di esplorare/adottare:

  • 33% prevede di focalizzarsi sulla formazione sul posto di lavoro: in relazione ai modelli 70/20/10 e alla formazione just-in-time finalizzata a fornire soluzioni pratiche alle situazioni che i dipendenti si trovano ad affrontare sul posto di lavoro.
  • 33% prevede di focalizzarsi sull’ adaptive learning: include l’uso di algoritmi che permettono di gestire l’interazione con gli utenti, per fornire risorse personalizzate e attività formative in grado di soddisfare le esigenze specifiche di ogni singolo utente.
  • 31% prevede di focalizzarsi sulla digitization: include la formazione online, la realtà aumentata, il microlearning, l’adaptive learning, l’intelligenza artificiale e i corsi online massivi.
  • 30% prevede di focalizzarsi sul design thinking: definito come “un approccio a cinque fasi basato sulla soluzione di problemi, particolarmente utile per affrontare problemi complessi che sono mal definiti o sconosciuti”.
  • 29% prevede di focalizzarsi sul peer mentoring: offrire ai colleghi di pari livello nell’organizzazione l’opportunità di imparare gli uni dagli altri.
  • 24% prevede di focalizzarsi sullo spaced learning: descritto come “una formazione altamente condensata che in genere viene ripetuta tre volte, con due intervalli della durata di 10 minuti”.

I risultati di questo sondaggio suggeriscono che i professionisti della formazione, per soddisfare le esigenze di business attuali e future, stanno valutando un’ampia gamma di approcci formativi.

Tuttavia, occorre chiedersi se i dipartimenti di Risorse Umane e Formazione e Sviluppo siano in grado di assumere il loro ruolo di agenti di miglioramento continuo all’interno delle rispettive organizzazioni. Per adattarsi a un mercato in rapida e continua evoluzione – in cui la formazione e il lavoro sono sempre più interconnessi e dove apprendere dal lavoro è tanto (o addirittura più) importante dell’imparare a lavorare – i professionisti di Formazione e Sviluppo devono spostare il focus sull’informal learning, affiancandolo agli approcci formali.

Scopri di più sullo stato attuale della formazione online per le aziende in questo report.

Integrare il lavoro con la formazione

Eric Kandel ha vinto il Premio Nobel per il suo lavoro in materia di apprendimento e memoria. Kandel descrive l’apprendimento come la nostra “capacità di acquisire nuove idee dall’esperienza e di conservare queste idee nel tempo in memoria”. Per Kandel, l’esperienza è il fattore chiave per il processo di apprendimento.

Una delle principali sfide per i professionisti della formazione è la necessità di riorganizzare i ruoli di Formazione e Sviluppo, per focalizzarsi sulle performance organizzative. Questo significa spostare l’attenzione dalla formazione formale, basata sui contenuti, verso un approccio integrato in cui l’apprendimento è inteso come un beneficio derivante dal miglioramento continuo sul posto di lavoro.

Quanto più ci si avvicina al punto di utilizzo della formazione, tanto più è probabile che questa sia efficace. Tale concetto è illustrato nella figura 1, dal libro 702010 towards 100% performance.

Come passare dalla formazione formale alla formazione informale

Molti contenuti formativi si basano più sull’assorbimento che sull’interazione. Gli utenti leggono articoli o guardano ore di video realizzati da qualcun altro, quindi sono sottoposti a test che hanno il solo scopo di verificare quante informazioni trattengono effettivamente. Questo è il motivo per cui la formazione formale è considerata fin troppo generica, elementare e persino noiosa.

La formazione informale e social è costruita intorno ai dipendenti che si impegnano con i materiali formativi, fornendo feedback, condividendo le conoscenze e alimentando un dialogo e un confronto a livello organizzativo.

Con un ruolo più attivo nel processo, gli utenti non solo si sentiranno più immersi nei materiali di formazione, ma avranno anche un maggior coinvolgimento nel processo di apprendimento. Questo può aiutare ad eliminare il problema della noia, oltre che a migliorare la retention dei lavoratori.

Charles Jennings è il co-fondatore del The 70:20:10 Institute

Docebo Coach & Share è un modulo della piattaforma eLearning Docebo che consente agli utenti di apprendere dai loro colleghi, delle interazioni sociali e delle esperienze quotidiane sul posto di lavoro. Permettere agli utenti di condividere le loro conoscenze aiuta gli amministratori o i manager a individuare gli esperti in materia all’interno dell’azienda, centralizzando il capitale di conoscenze generate dagli utenti e valorizzandolo all’interno dell’organizzazione.

Sei pronto a sfruttare i benefici della formazione informale e social?